|
Per provenienza e altre indicazioni, comprese quelle sul suo
possibile autore, si veda quanto detto nella scheda relativa al primo
dipinto della serie dei ritratti di alcuni componenti della famiglia Riccati.
Il restauro del 1995, che ha restituito all'opera un buon stato di
conservazione, già prima, di per sé, in condizioni discrete, ha riportato
fedelmente sulla nuova tela di rifodero la seguente scritta posta sul verso
della vecchia tela di riporto: <<Co.a ELLISABETH
DE UONIGO / UXOR / D.COS IACOBI
RICOAN RICCATI DOCR.S /
1696 / EQUES LAZARI PIXIT.>>. Sul verso della cornice vi è il numero
<<10>>.
Questo ritratto, orchestrato splendidamente nell'architettura
dell'effigiata, colta di trequarti e sontuosamente abbigliata, nonostante
sia destinato ad una rappresentanza essenzialmente famigliare, deve forse
legarsi all'occasione delle nozze della giovane contessa con Jacopo Riccati,
avvenute il 15 ottobre 1696, l'anno stesso dell'esecuzione del dipinto, come
indica la data posta sul verso. In questo trova probabilmente
giustificazione lo straordinario abito indossato. Elisabetta Onigo Riccati
ebbe ben diciotto figli e morì a Treviso nel 1717, dopo aver partorito
l'ultimo figlio, premorto alla madre.
In talune documentazioni, compresa la schedatura del 1990,
autore del dipinto viene indicato Giovanni Antonio Lazzari, mentre il
Donzelli ed il Pilo pubblicano l'opera riferendola al pittore Giacomo
Lazzari, attivo nel trevigiano nella seconda metà del '600, forse sulle
indicazioni del Federici: <<Lazzari Giacomo... fece il Ritratto del Co:
Jacopo Riccati il filosofo, e della Contessa Elisabetta d'Onigo di lui
moglie con altri quadri istoriati, e favolosi>>. (BCCV, Federici D.M.,
1803 ca., ms. 343 L-4, 30 886 R.I., p. 6).
Provenienza:
dono conte Valperto degli Azzoni Avogadro, 1990.
Bibliografia:
Donzelli C., Pilo G.M., 1967, p. 218, fig. 230; Bordignon
Favero G., 1961, p. 43; Bordignon Favero G., 1975, I, pp. 328, 357.
Restauri:
Studio Emmebi, 1995. |