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Circa la provenienza ed altre indicazioni, comprese quelle
sul suo possibile autore, si veda quanto detto nella scheda precedente. Con
il restauro del 1994, che l'ha riportato ad un discreto stato di
conservazione, nonostante le sue precedenti condizioni non fossero tutto
sommato cattive, sono state trascritte fedelmente sulla nuova tela di
rifodero le parole poste sulla vecchia tela di riporto:
<<CO. CRISTOPHORUS RICCATO DOCT.R Q.M D.
IACOBI DOCTORIS / ANNO AETATIS XXVIII / IO.S ANT.S LAZARI
E.>>.
Sul retro della cornice vi è posto il n. <<9>>.
Il pittore, che dovrebbe essere sicuramente lo stesso
dell'autore del quadro presentato alla scheda precedente, anche in questo
caso, si mostra debitore nei confronti della ritrattistica del Bombelli: si
confronti quest'opera con i ritratti di Paolo e di Gerolamo Querini, così
come con quello di scuola di Giusto Sustermans che ritrae un giovane
signore, conservati tutti nella Pinacoteca Querini Stampalia di Venezia (cfr.
Dazzi M., Merkel E., 1979, figg. nn. 106, 107, 313).
Il conte Cristoforo Riccati, primogenito di Giacomo
quondam Montino, fratello di Francesco (vedi scheda precedente) e di
Montino (sposo di Giustina Colonna - vedi scheda successiva), ritratto qui,
come precisa la data sul retro, all'età di ventotto anni, secondo le notizie
desunte da un albero genealogico della famiglia conservato presso la
Biblioteca Civica di Udine (Soppelsa M.L., 1990, p. 33), nacque nel 1652 e
morì nel 1682, quindi questo quadro dovrebbe datarsi al 1680. Il Melchiori,
però, così descrivendolo, ne anticipa la data di morte: <<...Chistoforo
grande intendente e dilettante di Pittura, morì l'anno 1678>> (BCCV,
Melchiori N., 1724-1735, ms. 158 Q-1, 12 523 R.I., p. 133). Un ritratto del
conte Cristoforo lo fece anche Melchioro Melchiori (cfr. Bordignon Favero
G., 1968, p. 117).
Provenienza:
dono conte Valperto degli Azzoni Avogadro, 1990.
Bibliografia:
Bordignon Favero G., 1975, I, pp. 328, 357.
Restauri:
Studio Emmebi, 1994. |