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Il dipinto, prima del restauro del 1988, appariva in pessimo
stato di conservazione. Gią rifoderato, era ricoperto da grossolane e
pesanti ridipinture che celavano una pellicola pittorica alquanto disastrata
(abrasioni ed estese cadute di colore). Oggi l'opera si presenta in discreto
stato di conservazione, seppure le fotografie scattate durante la pulitura,
al nudo dalle ridipinture, sembrano rivelare una qualitą pittorica superiore
rispetto a quella riscontrabile a restauro ultimato, con il quale si č
dovuto necessariamente provvedere ad un pesante reintegro per restituire
un'omogenea lettura a tutta la superficie pittorica.
Stupisce che di questa tela, decisamente piacevole e con una
sua qualitą, dalle dimensioni notevoli e dal soggetto facilmente
riconoscibile, non sia stata rinvenuta nessuna fonte antica, o semplicemente
vecchia, stampata o manoscritta, che ne faccia menzione. Tutta la
documentazione che la riguarda risale al massimo a qualche decennio fa. Aver
potuto recuperarne la provenienza sarebbe stato molto importante per poterne
ricreare la storia ed individuarne l'autore.
Davanti ad un porticato dall'architettura classicheggiante
dal sapore veneto, attraverso il quale s'intravvede sullo sfondo un
grandioso palazzo di gusto ancora rinascimentale che si sviluppa in avanti
con le due ali laterali, sul fastigio delle quali s'innalzano le nobiliari
guglie acroteriali, la serva, salendo i gradini che s'intravvedono in basso
e che probabilmente conducono al Nilo, consegna il piccolo Mosč alla figlia
del faraone. Ad assistere all'evento narrato dall'Antico Testamento, cinque
damigelle ed una vecchia s'ammassano incuriosite attorno al bambino,
atteggiandosi in posizioni ricercate e fortemente manieristico-barocche.
In passato, il dipinto ha avuto una attribuzione orale a
Pietro della Vecchia, come certi volti e certe soluzione compositive e
pittoriche sembrano mostrare. Tuttavia, la qualitą del dipinto pare pił
contenuta rispetto alla frizzante e portentosa pennellata del Muttoni,
nell'ambito del quale va in ogni caso, come sostiene Fabio Mondi, ricercato
l'autore (la vecchia sulla destra, inoltre, mostra rifermenti puntuali,
anche nella positura e nei lineamenti, almeno con un'altra figura di Pietro
Vecchia in un'opera passata per il mercato antiquario). Questo, inoltre,
sembra sentire anche il fascino di un manierismo per taluni aspetti estraneo
al Veneto, quasi d'importazione, che ricorda soluzioni compositive
riscontrabili in dipinti riferiti, ad esempio, a Jean Le Clerc, amico del
Saraceni: si confronti la figura della vecchia sulla destra della nostra
tela con quella del marinaio con bastone che si vede nel Naufragio di
villa Contarini a Piazzola sul Brenta. Non č da escludere, in fine, pure la
possibilitą che autore ne sia un pittore straniero nordicizzante, magari
d'impostazione rudolfina od olandese, attivo in territorio veneto, anche
sulla base delle incisioni, durante il quarto-quinto decennio del XVII
secolo, periodo entro il quale ci pare di poterne collocare l'esecuzione.
Restauri:
P. Fabris, 1988. |