Pietro della Vecchia (Pietro Muttoni detto) (ambito di)

(Venezia, 1605 - 1678)

Vai alle Opere dell' Artista Vai alle Opere dell' Artista


Mosč portato alla figlia del faraone

particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone particolare di: Mosč portato alla figlia del faraone

47. Mosč portato alla figlia del faraone.

Olio su tela;

200 x 275 cm

(Schedatura 1990 n. 119/OA)


 

Il dipinto, prima del restauro del 1988, appariva in pessimo stato di conservazione. Gią rifoderato, era ricoperto da grossolane  e pesanti ridipinture che celavano una pellicola pittorica alquanto disastrata (abrasioni ed estese cadute di colore). Oggi l'opera si presenta in discreto stato di conservazione, seppure le fotografie scattate durante la pulitura, al nudo dalle ridipinture, sembrano rivelare una qualitą pittorica superiore rispetto a quella riscontrabile a restauro ultimato, con il quale si č dovuto necessariamente provvedere ad un pesante reintegro per restituire un'omogenea lettura a tutta la superficie pittorica.

Stupisce che di questa tela, decisamente piacevole e con una sua qualitą, dalle dimensioni notevoli e dal soggetto facilmente riconoscibile, non sia stata rinvenuta nessuna fonte antica, o semplicemente vecchia, stampata o manoscritta, che ne faccia menzione. Tutta la documentazione che la riguarda risale al massimo a qualche decennio fa. Aver potuto recuperarne la provenienza sarebbe stato molto importante per poterne ricreare la storia ed individuarne l'autore.

Davanti ad un porticato dall'architettura classicheggiante dal sapore veneto, attraverso il quale s'intravvede sullo sfondo un grandioso palazzo di gusto ancora rinascimentale che si sviluppa in avanti con le due ali laterali, sul fastigio delle quali s'innalzano le nobiliari guglie acroteriali, la serva, salendo i gradini che s'intravvedono in basso e che probabilmente conducono al Nilo, consegna il piccolo Mosč alla figlia del faraone. Ad assistere all'evento narrato dall'Antico Testamento, cinque damigelle ed una vecchia s'ammassano incuriosite attorno al bambino, atteggiandosi in posizioni ricercate e fortemente manieristico-barocche.

In passato, il dipinto ha avuto una attribuzione orale a Pietro della Vecchia, come certi volti e certe soluzione compositive e pittoriche sembrano mostrare. Tuttavia, la qualitą del dipinto pare pił contenuta rispetto alla frizzante e portentosa pennellata del Muttoni, nell'ambito del quale va in ogni caso, come sostiene Fabio Mondi, ricercato l'autore (la vecchia sulla destra, inoltre, mostra rifermenti puntuali, anche nella positura e nei lineamenti, almeno con un'altra figura di Pietro Vecchia in un'opera passata per il mercato antiquario). Questo, inoltre, sembra sentire anche il fascino di un manierismo per taluni aspetti estraneo al Veneto, quasi d'importazione, che ricorda soluzioni compositive riscontrabili in dipinti riferiti, ad esempio, a Jean Le Clerc, amico del Saraceni: si confronti la figura della vecchia sulla destra della nostra tela con quella del marinaio con bastone che si vede nel Naufragio di villa Contarini a Piazzola sul Brenta. Non č da escludere, in fine, pure la possibilitą che autore ne sia un pittore straniero nordicizzante, magari d'impostazione rudolfina od olandese, attivo in territorio veneto, anche sulla base delle incisioni, durante il quarto-quinto decennio del XVII secolo, periodo entro il quale ci pare di poterne collocare l'esecuzione.

 

Restauri:

P. Fabris, 1988.


© G-Labs srl