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Per la provenienza e l'esposizione si veda quanto detto nella
prima scheda di questa serie di opere.
L'opera, in discreto stato di conservazione nonostante gli
strappi e le strisce di carta incollate lungo i margini per rafforzare il
foglio, presenta nel suo verso il disegno di una figura maschile stante con
spada e scudo (forse una prima idea per un San Michele Arcangelo) che
rappresenta, a nostro avviso, uno dei più alti raggiungimenti qualitativi
tra tutte le opere grafiche dell'artista presentate in mostra. L'enfasi
leggera della gestualità non compromette assolutamente la dignità pacata e
nobile della figura; al contrario ne sottolinea la grazia quasi femminea e
memore di quelle raffigurazioni puriste e neoquattrocentesche tanto care ai
nazzareni, che il Bordignon può aver ammirato durante il suo soggiorno a
Roma, e agli stessi preraffaelliti. Il sapore classicheggiante, che pure
traspare, viene delicatamente riassorbito dal gravare ponderato sulla gamba
portante che incrociandosi con l'altra suggerisce appena il lieve incedere
della figura che si sviluppa verticalmente attraverso una costruzione
corporea lisippea, atta a dar risalto all'interiorità del volto e
all'esteriorità del gesto. Nel sottolineare le linee che costruiscono
l'architettura della figura, l'artista pare sia stato ben attento a non
insistere mai con segni o tratti troppo decisi e marcati, anche nelle zone
più in ombra. La quadrettatura del foglio, tanto nel verso quanto nel recto,
dove vi è tracciato, pure con tocchi delicati, ma più schematici, uno studio
di figura femminile dalla positura decisamente più manierata, è stata fatta
per facilitare il trasporto delle immagini su di un cartone da riporto,
probabilmente per la successiva esecuzione ad affresco.
La datazione dell'opera, per le caratteristiche stilistiche
su accennate, non ci pare distanziarsi di molto dagli anni del soggiorno
romano e fiorentino dell'artista.
Provenienza:
acquisto dagli eredi Bordignon, 1935. |