Noè Bordignon

(Castelfranco Veneto, 1841 - San Zenone degli Ezzelini, 1920)

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Studio di figura femminile (recto); Studio di figura maschile con spada e scudo (verso)

Studio di figura femminile (recto); Studio di figura maschile con spada e scudo (verso) Studio di figura femminile (recto); Studio di figura maschile con spada e scudo (verso)

123. Studio di figura femminile (recto); Studio di figura maschile con spada e scudo (verso).

Matita e lumeggiature a pastello bianco su carta grigio-verde;

500 x 320 mm

(Schedatura 1990 nn. 92-91/D)


 

Per la provenienza e l'esposizione si veda quanto detto nella prima scheda di questa serie di opere.

L'opera, in discreto stato di conservazione nonostante gli strappi e le strisce di carta incollate lungo i margini per rafforzare il foglio, presenta nel suo verso il disegno di una figura maschile stante con spada e scudo (forse una prima idea per un San Michele Arcangelo) che rappresenta, a nostro avviso, uno dei più alti raggiungimenti qualitativi tra tutte le opere grafiche dell'artista presentate in mostra. L'enfasi leggera della gestualità non compromette assolutamente la dignità pacata e nobile della figura; al contrario ne sottolinea la grazia quasi femminea e memore di quelle raffigurazioni puriste e neo­quattrocentesche tanto care ai nazzareni, che il Bordignon può aver ammirato durante il suo soggiorno a Roma, e agli stessi preraffaelliti. Il sapore classicheggiante, che pure traspare, viene delicatamente riassorbito dal gravare ponderato sulla gamba portante che incrociandosi con l'altra suggerisce appena il lieve incedere della figura che si sviluppa verticalmente attraverso una costruzione corporea lisippea, atta a dar risalto all'interiorità del volto e all'esteriorità del gesto. Nel sottolineare le linee che costruiscono l'architettura della figura, l'artista pare sia stato ben attento a non insistere mai con segni o tratti troppo decisi e marcati, anche nelle zone più in ombra. La quadrettatura del foglio, tanto nel verso quanto nel recto, dove vi è tracciato, pure con tocchi delicati, ma più schematici, uno studio di figura femminile dalla positura decisamente più manierata, è stata fatta per facilitare il trasporto delle immagini su di un cartone da riporto, probabilmente per la successiva esecuzione ad affresco.

La datazione dell'opera, per le caratteristiche stilistiche su accennate, non ci pare distanziarsi di molto dagli anni del soggiorno romano e fiorentino dell'artista.

 

Provenienza:

acquisto dagli eredi Bordignon, 1935.


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