Noè Bordignon

(Castelfranco Veneto, 1841 - San Zenone degli Ezzelini, 1920)

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115. Studio di figura maschile per la Resurrezione della Carne, 1874 ca

115. Studio di figura maschile per la Resurrezione della Carne, 1874 ca.

Matita e lumeggiature a biacca su carta grigio-verde;

450 x 320 mm ca.

(Schedatura 1990 n. 131/D)


 

Questo studio, assieme a novantadue altri fogli, dei quali trentasei con disegni anche sul verso (si vedano le schede seguenti e quelle in sintesi riportate in appendice), entra nella Raccolta Comunale nel mese di gennaio del 1935. All'acquisto della cartella dai famigliari del Bordignon si interessò l'allora conservatore del Museo Elia Favero, che fece da intermediario diretto tra Comune ed eredi, custodendo per qualche tempo le opere nella propria abitazione. L'acquisto venne fatto per la somma di £. 400, dopo una lunga trattativa partita da una richiesta iniziale di £. 2.000. In nessuna delle diverse lettere conservate relative ai disegni, o in altro documento, si accenna alla quantità delle opere, ad una loro descrizione o ad una loro possibile datazione. I fogli, per lo più in discreto stato di conservazione, sembrano comunque risalire per la maggior parte agli ultimi decenni del secolo scorso, e sembrano essere tutti studi preparatori o prime idee di opere successivamente eseguite o da eseguirsi in affresco o su tela. Rappresentano, pertanto, un nucleo particolarmente significativo, oltre che per poter attribuire o rintracciare opere oggi disperse, pure per capire i primi passi affrontati dall'artista nel concepire e nello sviluppare un lavoro pittorico. Vi sono veri e propri schizzi, abilmente e velocemente tracciati, che hanno lo scopo di delineare un primo abbozzo dell'opera nel suo complesso o in alcuni suoi particolari, per poi meglio definirlo solo in un successivo momento. Altri lavori mostrano, infatti, una più accurata rifinitura focalizzata principalmente su di un determinato particolare del dipinto; questi ultimi sono quadrettati per poter riportare fedelmente la raffigurazione in cartoni dalle maggiori dimensioni, da utilizzare per il trasporto dell'immagine sulla superficie da dipingere. Passando questi studi, emergono chiare alcune fasi del processo tecnico di creazione dell'opera; fasi che sono talvolta facilmente ravvisabili come effetto anche nel lavoro finale, rappresentando sicuramente una delle cause del risultato conseguito. Ad esempio, nel Giudizio Universale della chiesa parrocchiale di San Zenone degli Ezzelini è stata notata una mancanza nel compenetrare tra loro l'insieme delle strutture spaziali, in aggiunta alle non poche difficoltà incontrate nell'orchestrare prospetticamente l'opera sulla forma ricurva dell'abside (Stefani O., 1986, p. 45, 47). Come conseguenza si ha la sensazione che quasi ogni singola figura di un certo rilievo possa esistere anche indipendentemente dall'intero contesto in cui è inserita. I disegni in esame contribui­scono a rintracciarne alcune cause: in quelli quadrettati, infatti, relativi all'affresco, ogni figura viene per lo più trattata singolarmente per essere probabilmente singolarmente trasferita su cartone, ed infine inserita nel contesto generale solo al momento del suo trasporto sull'intonaco da affrescare. Ciò fa pensare, quindi, riassumendo le fasi, che Bordignon ideasse con veloci schizzi un primo studio dell'intera opera e che, dopo la definizione spaziale del tutto, si soffermasse sempre con rapidi tratti su alcuni particolari dell'insieme della composizione per poi scomporli nei suoi singoli elementi e svilupparli in modo più dettagliato e preciso, uno autonomamente dall'altro; questi, riportati su cartoni con le volute dimensioni, ve­nivano probabilmente solo alla fase del trasporto sulla superficie da dipingere reinseriti nel contesto generale: il colore diventava così uno degli amalgamanti principali per dare un'aspetto unitario all'intero affresco.

Tutti i novantatre fogli conservati nella Biblioteca Comunale furono esposti nella sede della Casa di Giorgione in occasione della mostra itinerante Noè Bordignon (1841 - 1920), fermatasi nella sua ultima tappa a Castelfranco nella primavera del 1983. Venti di essi furono inoltre mandati alle esposizioni tenute nei mesi precedenti nelle sedi della Biblioteca Comunale di San Zenone degli Ezzelini, del Museo "L. Bailo" di Treviso e della Sala dei Battuti a Conegliano.

Il disegno qui presentato, in mediocre stato di conservazione, rappresenta sicuramente uno studio per la figura in primo piano in basso a destra dell'affresco, il Mosè, della Resurrezione della Carne eseguito nel 1874 nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Pagnano d'Asolo. Forse più che nello stesso affresco, in questo foglio Bordignon sa esprimere con forza e partecipazione quel senso di drammaticità e di coinvolgimento espressivo che rappresenta una delle caratteristiche di maggior effetto  e rilievo di questo iniziale momento della sua prima maturità artistica.

 

Provenienza:

acquisto dagli eredi Bordignon, 1935.


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