Noè Bordignon

(Castelfranco Veneto, 1841 - San Zenone degli Ezzelini, 1920)

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Ritratto del conte Ernesto di Broglio

114. Ritratto del conte Ernesto di Broglio (Autoritratto - ?).

Olio su tela;

95,3 x 71 cm

(Schedatura 1990 n. 17/OA)


 

Le indicazioni sul titolo fornite dalla schedatura del 1990, vedono questo ritratto, dopo il restauro in discreto stato di conservazione, come l'autoritratto di Noè Bordignon. Alla mostra itinerante sull'artista del 1982-83, l'opera viene indicata in catalogo semplicemente come <<Ritratto di ignoto (Uomo con baffi)>>. Non essendoci in quel testo la riproduzione fotografica dell'opera e mancandovi altre indi­cazioni precise, al di là delle misure, che in linea di massima coincidono con quelle di questo quadro (93 x 70 cm.), non si esclude la possibilità, seppure estrema, che il dipinto là menzionato possa essere quello descritto nella scheda precedente, come potrebbe far sospettare la datazione del 1890 circa che viene data all'opera. Tuttavia, sull'identificazione dell'effigiato, che indubbiamente assomiglia un po' al Bordignon anziano, sorge il dubbio che possa trattarsi di altra persona. Tra la documentazione relativa al Museo, conservata nella Biblioteca di Castelfranco, vi è la brutta copia di una lettera, datata 21 settembre 1933, dell'allora conservatore cav. Elia Favero al figlio del conte Ernesto di Broglio nella quale questi viene ringraziato per il dono fatto al Museo di un bellissimo ritratto del padre, il compianto Ministro del Tesoro. In più, sempre in Biblioteca, si conserva un carteggio relativo al conte di Broglio dove in una lettera, inviata all'onorevole conte Giuseppe Pasolini Zanella in data 6 luglio 1900, il ministro avverte che, a causa del ritardo della comunicazione, non può più raccomandare in Roma l'acquisto di opere del pittore Noè Bordignon (BCCV, 1901-1906, ms. 366 N-97, 31 013). Tutto ciò porta a tenere in considerazione la concreta eventualità che il ritratto qui presentato possa essere quello donato al Museo nel 1933, quindi quello del ministro Ernesto di Broglio. La persona ritratta viene colta quasi a tre quarti di figura, forse per sottolinearne la statura elevata e l'imponenza della persona, su uno sfondo buio che, assieme alle eleganti vesti scure, dà risalto al volto e sottolinea la positura della mano, conferendo all'effigiato un'aria alquanto distinta. La datazione dell'opera, pittoricamente, sembra collocarsi entro il penultimo decennio di vita dell'artista, come pare confermi anche l'età dell'effigiato, tanto che egli sia il Bordignon stesso quanto il conte di Broglio, che aveva un solo anno in più rispetto al pittore.

 

Bibliografia:

cfr. Rizzi P., 1982, p. 23.

 

Restauri:

Studio Tiozzo, 1997.


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