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L'opera si presenta in discreto stato di conservazione,
nonostante qualche leggero striscio e qualche piccola abrasione.
Si tratta sicuramente di un ritratto di notevole qualità
eseguito dal vero, dipinto con una pennellata sciolta, rapida e disinvolta
che, tanto nel tocco svolazzante, quasi bozzettistico, quanto nel
cromatismo, caratterizzato da una straordinaria freschezza dell'impasto,
rimanda direttamente ad una tradizione figurativa tipicamente veneta e, in
questo caso, particolarmente vicina all'estro della pennellata ad effetto di
Giacomo Favretto. La giovane effigiata, colta di tre quarti a mezzo busto
col volto visto di profilo, viene raffigurata senza il ricorso ad alcun tipo
di ricercatezza nella posa, che vuole essere il più possibile naturale e
veritiera. Questo bel dipinto su tavola, collocabile attorno alla metà degli
anni Ottanta dell'Ottocento, rientra in quel genere di ritrattistica dal
sapore popolano e vernacolare che caratterizza tante opere analoghe, molto
sentite da Noè Bordignon al punto da essere, queste, assieme alle scene di
genere a sfondo sociale, tra i suoi lavori più conosciuti e sovente di
maggior qualità.
Bibliografia:
Rizzi P., 1982, p. 23. |